Ogni capacità indicata in questa pagina parte da un'ipotesi deliberatamente prudente: una comune pista ciclabile in superficie. Eppure il tunnel non ha pedoni, né semafori rossi, né incroci; accoglie le bici elettriche e impone una velocità minima. Ognuno di questi fattori non fa che aumentare le cifre riportate qui sotto. Sono soglie minime, non massime.

Due domande, due scale. Quante bici transitano su un singolo tratto ogni ora? E quante persone può muovere in un'ora l'intera rete di 150 km? Rispondiamo a entrambe con le formule, poi le mettiamo alla prova con ciò che si misura davvero nelle città ciclabili del mondo.

Persone all'ora a parità di larghezza di corsia: pista in superficie, tunnel dedicato 0 1.500 3.000 4.500 6.000 Pista ciclabile in superficie 3,2 m · regime confortevole 3.000 Tunnel dedicato — picco niente pedoni, niente soste 4.000 Tunnel dedicato — ottimizzato + bici elettriche + vel. minima 5.000 Persone all'ora — un ciclista = una persona.

A parità di larghezza, la bicicletta muove molte più persone dell'automobile. E il tunnel, liberato dagli attriti della superficie, si colloca al vertice della forbice mondiale — là dove una pista comune resta bloccata.

1. La portata di un tratto

Tutto parte dalla larghezza utile di un ciclista. Una bicicletta è larga da 60 a 75 cm; aggiungendo il margine di equilibrio, si contano circa 1,0 m per fila. La pista del tunnel è larga 3,20 m, ossia 1,6 m per senso di marcia: quanto basta per una fila confortevole con il suo margine di sorpasso.

Il riferimento mondiale, l'Highway Capacity Manual, indica da 1.700 a 2.500 bici/h per corsia (corsie da 0,9 a 1,2 m). Da qui ricaviamo la portata di un tratto:

Portata di un tratto

per senso (1,6 m) = ~1,3 file × ~1.500 bici/h = 1.500 – 2.000 bici/h

doppio senso (× 2 sensi) = 3.000 – 4.000 bici/h (fino a ~5.000 nel picco)

RegimePer senso (1,6 m)Totale (3,2 m)
Confortevole (da pianificare)~1.000–1.500 bici/h~2.000–3.000 bici/h
Picco prolungato~1.500–2.000 bici/h~3.000–4.000 bici/h
Massimo teorico (saturo)~2.500 bici/h~5.000 bici/h

Un ancoraggio alla realtà. A Copenaghen una pista a due file di soli 2,35 m trasporta già ≈ 3.000 bici/h, con picchi misurati di 20 bici in 10 secondi a 21 km/h. A Londra la pista del Blackfriars Bridge muove ≈ 2.000 persone/h in un solo senso su appena 2 m di larghezza — cinque volte più della corsia automobilistica adiacente.

2. La capacità dell'intera rete

Alla scala dei 150 km non si ragiona più tratto per tratto, ma per ricambio. La logica si articola in due passaggi: quanti ciclisti pedalano nello stesso momento e con quale frequenza si rinnovano.

Capacità della rete (a 20 km/h, tragitto medio 10 km)

ciclisti presenti N = densità × lunghezza di corsia

   = (da 50 a 75 /km/senso) × (150 km × 2 sensi) = 15.000 – 22.000 ciclisti

ricambio = velocità ÷ distanza = 20 ÷ 10 = 2 volte/ora

portata della rete = N × ricambio = 30.000 – 45.000 persone/ora

Forma compatta:  Portata = 2 × Q × L ÷ d = 30 × Q, dove Q è la portata per senso di un tratto, L = 150 km e d = 10 km. Con Q ≈ 1.000–1.500 si arriva esattamente a 30.000–45.000/h. Due metodi, stesso risultato.

Che cosa significa rispetto alla domanda: lo studio di mercato stima ≈ 57,5 milioni di spostamenti all'anno, ossia ~157.000 al giorno. Con un picco tipico dell'~11–12 % del totale giornaliero, si ottengono ~17.000–19.000 spostamenti nell'ora di punta per l'intera rete. La capacità (30.000–45.000/h) rappresenta quindi da 2 a 2,5 volte la domanda di punta prevista: la rete funzionerebbe al 40–60 % della propria capacità, anche nel momento più intenso.

La pista non è mai il collo di bottiglia. Il fattore limitante non è il tubo libero, ma gli accessi — ascensori, rampe, tornelli delle stazioni. È lì che si dimensiona, non sulla pista, che conserva un margine enorme.

3. Perché il tunnel supera queste cifre

Ecco il punto decisivo. Le capacità pubblicate — HCM, Copenaghen, Londra — sono capacità pratiche, misurate su piste reali in superficie, degradate da pedoni, semafori, intemperie e divari di velocità tra ciclisti. Il tunnel elimina ciascuno di questi fattori di degrado. La sua capacità reale si colloca quindi al vertice di queste forbici — se non oltre.

Pista comune in superficie

  • Pedoni e attraversamenti che spezzano il flusso
  • Semafori e incroci: il vero tetto
  • Pioggia, vento, ghiaccio: la velocità crolla
  • Salite: forte divario tra ciclisti lenti e veloci
  • Si resta alla capacità pratica (~1.280/corsia)

Tunnel ciclabile dedicato

  • Nessun pedone: 100 % dello spazio per pedalare
  • Nessuna sosta: flusso continuo, separato per livelli
  • ~10 °C, senza vento né precipitazioni, 365 giorni/anno
  • Pianeggiante: velocità più omogenee, pochi sorpassi
  • Si punta alla capacità teorica (~2.000/corsia)

Quattro fattori, quattro guadagni concreti:

Nessun pedone
+ spazio utile

Su una pista condivisa la portata crolla: le linee guida la sconsigliano oltre le ~300 bici/h. Un tubo riservato alle bici non conosce questo attrito — tutta la larghezza serve a pedalare.

Nessuna sosta
Flusso continuo

In superficie sono i semafori e gli incroci a limitare la portata, non la pista. Senza attraversamenti, il tunnel libera la vera capacità del tratto aperto.

Bici elettriche
+ 25 % di portata

A parità di distanziamento, la portata segue la velocità: passare da 20 a 25 km/h aggiunge ~25 %. E senza salite il divario tra ciclisti si riduce — meno sorpassi, più fluidità.

Velocità minima
Flusso omogeneo

Come in autostrada, una velocità minima uniforma il flusso. È ciò che fa passare dalla capacità pratica a quella teorica — il guadagno più sottovalutato.

4. Esempi concreti nel mondo

Queste cifre non sono teoriche: sono misurate dove la bicicletta è un fenomeno di massa. L'ultima riga è la più eloquente per il nostro caso.

Fonte / luogoContestoPortata osservataChe cosa rivela
Highway Capacity Manual
riferimento mondiale
Corsia ciclabile 0,9–1,2 m 1.700–2.500 bici/h per corsia La base di ogni calcolo di capacità ciclabile
Copenaghen
studio danese
Pista a due file, 2,35 m ≈ 3.000 bici/h; 20 bici/10 s a 21 km/h Una pista stretta assorbe già picchi enormi
Blackfriars Bridge
Londra
~2 m, senso unico, in superficie ≈ 2.000 pers./h — 5× la corsia auto adiacente Anche limitata dai semafori, la pista batte l'auto
Corsie ciclabili
misurazioni in Cina
Corsia tipica, traffico intenso teorica ≈ 2.000/h · pratica ≈ 1.280/h Il divario = esattamente ciò che il tunnel recupera
Corsia automobilistica
riferimento
3,5 m di larghezza ≈ 2.000 persone/h A parità di larghezza la bici muove da 1,5 a 2,5 volte di più

Soglie minime, non massime.

Ogni cifra di questa pagina è calcolata su una comune pista in superficie — l'ipotesi più prudente possibile. Il tunnel non ha pedoni, né semafori, né maltempo, accoglie le bici elettriche e impone una velocità minima. La sua capacità reale si colloca quindi al vertice delle forbici mondiali: da ~3.000 a 5.000 bici/h per tratto e nell'ordine di 30.000–45.000 persone all'ora sull'intera rete — ben oltre la domanda prevista.

Fonti: Highway Capacity Manual (capacità delle corsie ciclabili); studio empirico sulle piste a senso unico di Copenaghen (larghezze e portate misurate); pista ciclabile del Blackfriars Bridge, Londra; misurazioni di capacità delle corsie ciclabili (teorica vs pratica); confronto di portata corsia auto / corsia ciclabile a parità di larghezza. Ipotesi di progetto: pista di 3,20 m (1,6 m/senso), tragitto medio 10 km, velocità media 20 km/h, rete di 150 km. Cifre di ordine di grandezza, da affinare in fase di ingegneria di dettaglio.